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Quattro minuti online bastano per infettare un PC
Il popolare quotidiano USA Today nel novembre 2004 ha fatto il seguente
esperimento: ha collegato a Internet per due settimane sei computer
con i 6 sistemi operativi più comuni, nella configurazione
standard impostata dal produttore, per vedere quale avrebbero resistito
meglio all'ondata di attacchi che colpisce silenziosamente ogni
computer connesso alla Rete.
Windows XP con il Service Pack 1 ha resistito solo quattro minuti.
Windows Small Business Server 2003 se l'è cavata meglio,
reggendo ben (si fa per dire) otto ore.
XP con Service Pack 1 e il firewall Zone Alarm 5.1 ha resistito
indenne per le due settimane dell'esperimento.
Lo stesso vale per XP con SP2 nella configurazione di default.
Mac OS X, nella versione 10.3.5, e Linux, nella distribuzione Linspire,
se la sono cavata altrettanto egregiamente, restando intatti.
Il conteggio degli attacchi è risultato ex aequo fra XP SP1
e Mac OS X, con circa 138.000 tentativi di intrusione a testa. Linux,
invece, si è attirato soltanto 795 tentativi, pari allo 0,26%
degli oltre trecentomila subiti dalle macchine-esca
Questa vera e propria gragnuola di trecentomila attacchi è
costituita per la stragrande maggioranza da attacchi automatizzati,
tentati a casaccio contro qualsiasi computer raggiungibile in Rete
nella speranza di trovarne qualcuno vulnerabile. Inoltre i computer
non sono stati utilizzati da qualche utente durante le due settimane
del test, per esempio per ricevere posta o navigare nel Web, per
cui è stato escluso dall'esperimento un fattore molto importante:
l'utente, che con i suoi comportamenti spesso inconsapevolmente
a rischio è prezioso alleato involontario degli aggressori.
Inoltre la sostanziale parità del numero di attacchi contro
Windows XP e Mac OS X non deve far pensare a una smentita della
teoria secondo la quale il Mac sarebbe meno vulnerabile perché
meno bersagliato: gli attacchi, infatti, erano quasi tutti basati
su falle di Windows, per cui non hanno messo alla prova significativamente
la robustezza di Mac OS X e Linux.
In realtà la distribuzione del numero di attacchi rivela
un fatto molto importante: secondo i risultati del test, nella configurazione
di default Mac OS X non occulta completamente la propria presenza
in Rete e quindi si attira molti più attacchi rispetto a
Linux, perché il sistema operativo Apple risponde ai ping
ICMP usati dai programmi automatici che cercano bersagli da aggredire;
Linux no.
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