Mammiferi

Quali sono i più veloci?

Il mammifero più veloce è il ghepardo che, in condizioni particolari, può raggiungere la velocità anche di 144 chilometri orari, percorrendo 800 metri in 20 secondi. Naturalmente un simile sforzo non può essere sostenuto a lungo da questo felino che si stanca facilmente. Ciò che più contraddistingue il ghepardo è soprattutto la fase iniziale dell'attacco alla preda: la partenza folgorante unita ad una eccezionale capacità di accelerazione lo portano a raggiungere i 72 chilometri orari in soli 2 secondi. Su distanze più lunghe sono i grandi erbivori ad avere la meglio, come per esempio la gazzella che raggiunge i 95 chilometri orari. Per questi animali la velocità di fuga costituisce infatti un'importante sistema di difesa e sopravvivenza. Tra i mammiferi più veloci si possono poi ricordare l'antilope cornuta che raggiunge i 98 chilometri orari, lo gnu e il leone (80 Km/h), il cavallo, la volpe, la lepre e alcune razze di cani. Tra i mammiferi marini merita un'attenzione particolare il delfino che, grazie alla sua forma idrodinamica, raggiunge i 65 chilometri orari ed è in grado persino di sfuggire ad un grande predatore marino come lo squalo.  
Cosa li contraddistingue?
Il termine "mammifero" deriva dal latino mamma che significa mammella. Sono classificati come mammiferi quegli animali le cui femmine sono dotate di ghiandole speciali che secernono il latte con cui nutrono i loro piccoli. Un'altra caratteristica peculiare dei mammiferi è la presenza dei peli che svolgono l'importante funzione di aiutare l'animale a conservare costante il calore corporeo. Sono infatti animali a sangue caldo, capaci di adattarsi a molti ambienti mantenendo la temperatura del corpo pressoché costante. Non tutti, tuttavia, sono dotati di una folta pelliccia: elefanti, rinoceronti e ippopotami hanno pochissimi peli, mentre alcune specie di balene hanno soltanto poche setole attorno alla bocca.
I mammiferi sono dotati di un cervello molto complesso ed evoluto. Questo fatto spiega le straordinarie capacità di apprendimento e di organizzazione sociale riscontrate in molte specie, come per esempio i delfini o i primati. Lo sviluppo dell'intelligenza ha raggiunto il suo massimo grado nell'uomo, il più evoluto tra tutti i mammiferi

Come si riproducono?

I mammiferi sono raggruppati in tre classi sulla base del sistema di riproduzione. Per la maggior parte sono Placentali: con la fecondazione, subito dopo l'accoppiamento, l'uovo incomincia immediatamente a dividersi, dando origine all'embrione. Il periodo di gestazione varia da specie a specie, da 3 o 4 settimane per i più piccoli roditori fino a 21 mesi per l'elefante. Durante questo periodo il piccolo si sviluppa all'interno del corpo materno e viene nutrito tramite la placenta, collegata al sistema circolatorio della madre.
Si chiamano invece marsupiali quei mammiferi, come per esempio il canguro o il koala, che partoriscono i piccoli in uno stadio ancora embrionale e che devono completare il proprio sviluppo nella tasca posta sul ventre della madre: il marsupio.
Esistono infine due sole specie di mammiferi monotremi, l'ornitorinco e l'echidna, che hanno la caratteristica di deporre le uova.
In generale, nei mammiferi, il numero di cuccioli partoriti sembra essere in relazione al livello di intelligenza e all'efficienza nella cura della prole: gli animali più evoluti partoriscono meno piccoli per volta e dedicano loro maggiore attenzione.

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